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Elettromiografia ed Elettroneurografia

La distinzione tra elettromiografia ed elettroneurografia è giustificata dalla tipologia di approccio strumentale utilizzato e dalle caratteristiche anatomiche delle strutture studiate: il muscolo nella prima categoria (elettromio…) e il nervo nella seconda (elettroneuro…).

La conoscenza della struttura anatomica e del funzionamento fisiologico del muscolo e del nervo sono indispensabili per un corretto approccio alla indagine strumentale.

Trattandosi, in ogni caso, di indagini strumentali a scopo clinico diagnostico, oltre che ad una corretta e precisa descrizione delle misure effettuate, è necessaria una precisa interpretazione clinica dei dati strumentali raccolti.


Il segnale EMG

Il segnale elettromiografico può essere registrato secondo due metodiche:

Le caratteristiche fisiche del segnale registrato sono diverse nei due casi. Nella registrazione con elettrodo di superficie (sEMG) il segnale trasmesso dall’attivazione delle unità motorie viene trasmesso in superficie subendo uno trasformazione dovuta al passaggio attraverso i tessuti connettivi, adiposi e cutanei interposti. Tale “effetto” si traduce in uno smorzamento delle variazioni del segnale emg che di fatto viene filtrato con una funzione di “passa basso”: le frequenze più elevate dello spettro del segnale vengono attenuate fino a scendere fino a valori di 100 – 150 Hz.

Nella registrazione con elettrodo ad “ago concentrico”, il posizionamento del elettrodo all’interno del tessuto muscolare, permette di catturare il segnale originato dall’attivazione delle unità motorie in tutte le sue caratteristiche spettrali con minime variazioni nel tempo fino a scendere a valori porssimi al microsecondo.

Ne consegue che per la registrazione delle due tipologie di segnale sono necessarie apparecchiature di registrazione specifiche per ognuna delle due metodiche e rispettivi specifici elettrodi di registrazione.

La VCM

La velocità di conduzione delle fibre motorie è una misura data dal rapporto spazio/tempo di un segnale registrato sulla superficie o nel contesto di un muscolo, il cui nervo motore viene stimolato in due punti a distanza definita. Lo spazio percorso è dato dalla misura della distanza tra i due punti di stimolazione e il tempo intercorso è dato dalla differenza di tempo tra la comparsa (“onset”) dei due segnali. L’unità di misura è m/s (metri al secondo).

La VCS

La velocità di conduzione delle fibre sensitive è una misura data dal rapporto spazio/tempo di un segnale registrato sulla superficie corrispondente al passaggio del nervo sensitivo oggetto di studio. Lo spazio percorso è dato dalla distanza tra elettrodi di stimolazione eg elettrodo di registrazione e il tempo è dalla misura della comparsa (“onset”) del segnale. L’unità di misura è m/s (metri al secondo).

Le risposte ricorrenti “F”

A differenza del riflesso “H” le risposte “ricorrenti”, non meglio definibili, sono una risposta di riattivazione del muscolo target del nervo stimolato, all’arto inferiore o all’arto superiore.

Il riflesso “H”

Come viene definito nella denominazione, si tratta di una vera risposta riflessa (una afferenza sensitiva, una sinapsi e una risposta motoria). E’ provocata da una stimolazione elettrica di un nervo motorio o misto dell’arto inferiore o dell’arto superiore: lo stimolo raggiunge il midollo spinale attraverso le radici posteriori e, in maniera segmentaria, attiva il corrispondente alfa motoneurone spinale attraveso una singola sinapsi. La sua denominazione deriva da Paul Hoffman che ne descrisse le caratteristiche nel 1918 e non è da confondere con il segno di Hoffman, di significato quivalente al segno di Babinsky. L’interpretazione più accreditata è che corrisposnda esattamente al riflesso evocabile con la distensione del tendine di Achille, ottenuta con la percussione del tendine ad altezza bi-malleolare, con il matelletto da esame neurologico.

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